Psicovirus

PSICOVIRUS

Gennaio 2020: il virus Covid-19 diventa pandemico. Conosciamo tutti la storia di questa pandemia; conosciamo molto bene gli effetti sull’organismo ma poco si parla degli effetti psicologici di questa inaspettata ondata di sofferenza in ogni angolo del pianeta. Vi è stato un fortissimo incremento della sofferenza anche dal punto di vista psicologico con un conseguente aumento del consumo di psicofarmaci che non si allinea con le richieste di aiuto psicologico registrate, che è quello auspicabile per questa tipologia di problematiche.

PAURA

Tutti abbiamo provato paura quando il virus spuntava nelle nostre città e quando questo si presentava nel nostro quartiere, nei nostri condomini e quando purtroppo era entrato nelle nostre case. La casa è il luogo, dal punto di vista psichico, più sicuro, il luogo del nostro riposo ed il luogo della nostra intimità più profonda. La nostra casa, ed il suo insito senso di sicurezza, è stato messo in forte discussione dal virus: la nostra casa è diventato un luogo meno sicuro, violabile anche con la presenza delle porte blindate, violabile da un nemico invisibile. Ecco che la paura è entrata nelle nostre case così come è entrata subdolamente nella nostra mente. Ognuno di noi mette naturalmente in atto meccanismi di difesa (di protezione) che non sempre sono funzionali e che a volte creano sofferenza psichica, nonostante conservano paradossalmente una funzione protettiva per l’integrità ed unità del nostro sistema psichico. La paura eccessiva, scatenata da meccanismi di difesa inadeguati, diviene un pericolo ancora più diretto di ciò che l’ha provocata; più pericolosa del virus stesso in un circolo vizioso che porta ad un abbassamento delle difese immunitarie in primis e non meno importante può provocare, se mal gestita, ad una messo in atto di condotte inappropriate: ad esempio l’evitamento degli altri. Evitare del tutto di incontrare altre persone porta un ulteriore incremento di sofferenza poiché toglie nutrimento vitale, un nutrimento emotivo che solo gli altri ci possono dare. L’essere umano ha bisogno di socialità così come ha bisogno di nutrirsi; pertanto un evitamento esasperato degli altri porta con se un danno psicologico gravoso. Quello che è invece funzionale fare in certe circostanze è affrontare i motivi delle nostre paure. In questo caso, relativamente alla pandemia, ci accorgeremmo che il motivo scatenate della paura eccessiva (tra altri) è il risveglio di antiche paure affrontate nell’infanzia e mal elaborate: esempio di eccellenza è la paura della morte. Siamo spesso abituati a negare la morte, un argomento che diventa tabù e spesso non è possibile parlarne. Invece la morte è naturale proprio come lo è la vita e temerla, in modo eccessivo, toglie energia alla vita stessa, alla spinta verso gli altri e verso l’ignoto che sono fonti inesauribili di conoscenza e crescita. Quindi una delle riflessioni che dovremmo fare in questo periodo, anche con l’aiuto di un professionista se necessario, è proprio fare in conti con “la morte” e con il nostro essere “mortali”. Solo affrontando ed accettando questa nostra condizione naturale ed immutabile potremo affrontare meglio la vita, in questo caso potremo affrontare meglio questo nemico invisibile.

Dr. Luca Dibattista

Psicologo

Autore: Luca Dibattista
Data: 21-08-2021
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