Lo stress

 

Lo stress è una risposta psico-fisica che mette in atto l’organismo di fronte a qualsiasi stimolo interno o esterno che ha un’intensità e una durata tale da evocare meccanismi di adattamento o riadattamento atti a ristabilire l’equilibrio.

Lo stress in tal senso si configura come un meccanismo difensivo, con cui l’organismo cerca di superare le difficoltà per poi tornare a uno stato di equilibrio (omeostasi). Lo stress non avrebbe dunque una connotazione negativa ma appunto un valore adattivo. Molto importante nella definizione dello stress è il ruolo e l'importanza degli stressor, gli agenti stressanti e il senso che ciascuno di noi vi attribuisce. Quando sono sfavorevoli e influenzano negativamente l’organismo, si parla di distress. Quando sono positivi, cioè stimolano costruttivamente l’organismo si parla di eustress (dal greco "eu" bene, quindi "stress buono").

Tra i sintomi più frequenti connessi allo stress, che possono variare per intensità e manifestazione, sono:

- Sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena, tensione al collo e alle spalle, stanchezza, insonnia, indigestione, sudorazione delle mani, extrasistole, agitazione, capogiri, perdita di appetito, problemi sessuali, fischi alle orecchie ecc.

- Sintomi comportamentali: digrignare i denti, alimentazione compulsiva, difficoltà a portare a termine i compiti

- Sintomi emotivi come tensione, rabbia, nervosismo, tristezza, ansia, infelicità, senso di impotenza ecc.

- Sintomi cognitivi: preoccupazione costante, mancanza di creatività, difficoltà nel prendere decisioni ecc.

Da diversi studi è stato visto che lo stress porta anche ad un affaticamento dell’organismo e come gli eventi stressanti possano provocare un abbassamento delle difese immunitarie. Di conseguenza l’abbassamento delle difese immunitarie ci rende più fragili e più soggetti alla possibilità di contrarre malattie.

L’attività di ricerca in questo campo ha individuato tre aspetti:

Lo stress psicofisico indotto sperimentalmente ritarda la produzione di anticorpi e sopprime l’attività dei linfociti T;

Lo stress psichico può essere ancora più deleterio di quello fisico;

Anche l’isolamento sociale può abbassare le difese immunitarie.

Alle difese immunitarie basse corrisponde un aumentato rischio di incorrere in patologie infettive, disturbi cutanei e infiammazione delle mucose. Apparentemente questo avviene principalmente mediante il cosiddetto “asse ipotalamo-ipofisi-surrene” che, attivandosi a seguito di eventi interpretati dall’organismo come stressanti, produce il cortisolo. Se protratto nel tempo, l’aumento dei livelli di cortisolo induce effetti immunosoppressivi. Il cortisolo agisce sul timo, dove vengono prodotti i linfociti, inibendo la produzione di citochine e interleuchine, che stimolano e coordinano l’attività dei  globuli bianchi. Tali effetti possono essere la causa delle difese immunitarie basse nei soggetti sottoposti a stress cronico.

Da un punto di vista psicosomatico più che andare alla ricerca dei singoli agenti stressanti possiamo ricercare il senso che lo stress porta con sé. Le reazioni che abbiamo di fronte allo stress come ansia, malessere, tristezza ecc. possono rappresentare la voce di bisogni nostri che sono rimasti nascosti e a cui non prestiamo attenzione. Lo stress può volerci comunicare che ci stiamo sottoponendo a ritmi e situazioni che non sono affini alla nostra natura e ai nostri ritmi naturali di vita.

In molti casi possono esserci utili tecniche di rilassamento, tecniche immaginative, ma spesso è necessario un sostegno psicologico o anche la psicoterapia.

 


 


 

Autore: Manuela D'Eugenio
Data: 18-09-2021
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