La visione dell'Istituto Riza e il ruolo dello psicoterapeuta

L’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica (nato nel 1980 a Milano) fin dalle sue origini si pone come obiettivo lo studio dell’uomo nella sua globalità di mente e corpo.

I disturbi sia fisici che psicologici che ci colpiscono non sono mai casuali, ma messaggi che esprimono un malessere interiore. La propria sofferenza può essere espressa attraverso l’ansia, il panico, la depressione ecc. o tramite il corpo attraverso un disturbo segnalato dall’organo (cefalea, cervicale, colite, gastrite, reflusso, dermatite, psoriasi, asma ecc.) che simbolicamente rappresenta il disagio sottostante che ci affligge.

Il fine è quello di guarire prendendo coscienza di come la malattia sia il modo per esprimere un disagio, ma anche per ritrovare un nuovo “equilibrio” con noi stessi.

Il compito dello psicoterapeuta è quello di accompagnare il paziente a ritrovare la propria unicità. Come il lavoro che compie il contadino che con pazienza semina il suo seme e aspetta che nell’arco del ciclo delle stagioni della vita, esso germogli dalla terra e realizzi la sua pianta.

Come ci ricorda C.G. Jung, il seme contiene il destino della pianta prima ancora di radicarsi nella terra, ognuno di noi possiede un’immagine innata originaria, che contiene tutto ciò che siamo, la struttura della nostra personalità e la nostra unicità prima ancora di radicarci nella vita. Così come ognuno di noi possiede un volto unico e diverso dall’altro, ci sono immagini, percorsi, incontri che riguardano in modo esclusivo ciascuno di noi e che realizzano l’unicità che ci caratterizza.

 

Autore: Manuela D'Eugenio
Data: 16-02-2021
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