Durante le feste si avverte una solitudine più intensa del solito. In questo periodo si affrontano cambiamenti nelle abitudini di tutti i giorni: gli orari si modificano, il lavoro rallenta e il tempo diventa meno strutturato. In questo “spazio vuoto” la solitudine trova terreno fertile. A tutto ciò si aggiunge il senso di colpa che può essere vissuto per non sentirsi felici come la cultura e i modelli esterni ci dicono che dovremo essere. Nei film e sui social si possono vedere immagini di perfezione, famiglie unite, calore e felicità continua. Quando la nostra realtà non corrisponde a quelle immagini, il cervello avverte una distanza dolorosa che non è esclusivamente tristezza emotiva ma si tratta di una solitudine che attiva nel cervello le stesse aree del dolore fisico. Quando la sensazione di solitudine perdura, il cervello attiva una modalità di difesa, inizia a percepire rifiuto anche dove non è presente e ci conduce a chiuderci ancora di più. Può accadere così di sentirsi soli anche in situazioni di convivialità con altre persone.
Inoltre le festività possono accentuare il dolore del lutto. I rituali e le tradizioni possono riportare alla mente ricordi di chi non c’è più, creando un vuoto percepito in modo più intenso.
Importante è ricordare che la solitudine non è una colpa ma è anche un segnale che ci dice che possiamo vivere le festività a modo nostro senza aderire ai modelli esterni che ci impongono una felicità “a tutti i costi” e che nonostante le feste possiamo imparare a viverci un tempo in solitudine ma come una scelta e non come una punizione. Inoltre darsi la possibilità di vivere il proprio dolore per il lutto vissuto e al contempo trovare dei modi per poter ricordare la persona cara, anche attraverso gesti semplici o con momenti di connessione con parenti e amici per condividere ricordi del passato.
E quando le luci dell’albero si spengono e l’allegria delle feste finisce, molte persone percepiscono tristezza, malinconia profonda, un senso di vuoto interiore e una mancanza di obiettivi nella vita. Le sensazioni possono manifestarsi nei giorni successivi alle festività e perdurare per settimane o mesi, causando disagio e influenzando il benessere delle persone, soprattutto se questi stati emotivi non vengono affrontati nell’immediato.
Questo malessere può derivare da una serie di fattori, tra cui:
Forte stress dovuto agli impegni, ai doveri sociali e ai preparativi delle festività
La solitudine che le feste possono portare con sé
Le tensioni familiari che possono aumentare nei momenti di incontro e che potrebbero sfociare in conflitti che durano anche dopo le festività.
La mancanza di obiettivi: durante le feste si organizzano pranzi, cene, aumentano gli scambi tra parenti e amici, ci si adopera per i regali e le decorazioni e quando tutto questo finisce si possono avvertire sensazioni di vuoto e smarrimento e di demotivazione poiché non sappiamo più cosa fare.
Ma anche se le feste sono finite possiamo sempre far luce sui nostri desideri ancora da realizzare e su cosa ogni giorno può concederci attimi di felicità; concedersi dei giorni di pausa per un rientro graduale al lavoro dopo le vacanze; prendersi cura di sé stessi e imparare a vivere dei momenti di solitudine di piacere; riaccendere la vita sociale, anche mediante nuove relazioni.
Se nonostante le piccole strategie il ritorno alla quotidianità sembra tanto faticoso e insopportabile, è importante valutare un aiuto professionale per recuperare o mantenere la salute mentale.