L'anedonia

“Anedonia” è un termine che deriva dal greco (an: senza, hedone: piacere) e la parola è stata coniata nel 1897dallo psicologo Théodoule-Armand Ribot che la definì come l’incapacità di percepire piacere in ogni sua forma. Può essere considerata come una forma generale di appiattimento emotivo e torpore affettivo, che deriva dall’incapacità di percepire piacere, soddisfazione, interesse nello svolgimento di attività piacevoli che solitamente risultano gratificanti, come dormire, mangiare, avere relazioni con altri o dalla mancata consapevolezza delle stesse.

L’anedonia può interessare un ambito specifico o più aspetti della vita, si distinguono due principali tipi di anedonia:

Anedonia sociale: è caratterizzata da un disinvestimento nelle relazioni interpersonali, con conseguente tendenza ad evitamento e isolamento sociale.

Anedonia fisica: il disinteresse riguarda diversi aspetti come il cibo, le attività fisiche, le emozioni, la sessualità e altri ambiti della vita quotidiana.

Si manifesta con i seguenti sintomi (che possono variare da persona a persona):

Mancanza di piacere nelle attività abituali che un tempo generavano gioia e interesse (come relazioni, cibo, arte, musica ecc.) e ora sembrano piatte e prive di significato

Distacco emotivo, difficoltà a provare emozioni intense, sia positive che negative, con una sensazione di apatia o vuoto interiore

Diminuzione della motivazione: perdita di interesse nel conseguire obiettivi, anche quelli che prima davano soddisfazioni

Difficoltà nelle relazioni: sensazione di distacco dagli altri, difficoltà a provare empatia o connessione affettiva

Alterazioni fisiche e cognitive: senso di pesantezza mentale, stanchezza costante, difficoltà a concentrarsi o a provare entusiasmo per il futuro.

Può manifestarsi in forme diverse (sociale, sessuale, fisica, intellettuale) e spesso si accompagna a stress, ansia, depressione e a diversi blocchi interiori. Gli stati ansiosi possono ridurre la capacità di rilassarsi e di vivere le esperienze piacevoli e alti livelli di stress e burnout influenzano negativamente la produzione di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere.

Con l’aiuto dello psicologo può essere utile approfondire la sintomatologia che la persona avverte, ripristinare momenti di benessere e piacere nella vita, aumentare l’autocoscienza e migliorare l’approccio agli eventi della vita.

Autore: Manuela D'Eugenio
Data: 29-04-2026
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