Il Minority Stress e la comunita' LGBTQIA*

La comunità LGBTQIA*[1] è da sempre oggetto di riflessione filosofica, sociologica, psicologia ed antropologica poiché è una minoranza. Essendo tale è stata oggetto, nel corso della storia, delle più odiose vicende di discriminazione e persecuzione politica fino allo sterminio/confinamento. Si pensi al periodo nazista per esempio, quando per il solo fatto di avere un orientamento sessuale non conforme alla cultura dominante (eterosessualità), era motivo per essere distinti dagli altri individui attraverso un triangolo rosa di stoffa affibbiato sulla casacca. La “diversità” di questi esseri umani era anche un valido motivo per essere isolati anche dagli altri reclusi. Ancora oggi sono tantissimi i focolai di odio che si manifestano in svariate forme: dalla violenza psicologica fino alla violenza fisica, passando per la reclusione fino alla pena di morte. Le forme di violenza sono a volte sottili e/o accettate culturalmente come l’utilizzo di una terminologia offensiva.

Queste forme di discriminazione-violenza sono alcune delle cause del Minority Stress. Altri fattori che ineriscono al M.S. possono essere la maggior sensibilità del singolo individuo o la preesistenza di altri disturbi psicologici che possono essere alimentati da questa forma di stress. Anche il M.S può di per sé  essere una causa di svariate problematiche che vedremo in seguito.

 

Cos’è il Minority Stress?

Il M.S. è una condizione di stress continuo, micro e macro traumatico[2] che è possibile scomporre in tre dimensioni[3]:

  1. Omofobia interiorizzata, ossia un atteggiamento censurante-discriminatorio più o meno consapevole che la persona, ad esempio omosessuale, ha nei confronti di sé stessa o verso parti del Sé. Prendiamo un esempio: Le fantasie omoerotiche di M.: “… alle volte immagino di baciare un mio amico e poi di fare sesso con lui … quando mi capita questo vorrei sprofondare e scomparire!....mi vergogno così tanto, sono un essere repellente, un abominio …”
  2. Stigma Percepito: al crescere della percezione, da parte del soggetto, dell’ostilità ambientale, corrisponde a volte ad una maggior probabilità che aumenti la vigilanza verso stimoli di rifiuto sociale (omofobia sociale) fino ad una ideazione simil-paranoidea: es. M.: “… mi capita di ascoltare discorsi di alcuni amici che ridono e si burlano degli omosessuali. Come potrei continuare ad essere loro amico? E se scoprissero che anche io ho di queste fantasie … devo stare molto attento a quello che dico!”
  3. Esperienze personali di discriminazione e violenza che provocano micro-macro traumi acuti e/o cronici: es. M. scoppia in lacrime mentre afferma: “… tempo fa passavo molto tempo con un mio amico, eravamo amici per la pelle. Stavamo sempre insieme. Un giorno eravamo in camera mia e ci abbracciammo in modo intenso. In quel momento mio padre entrò in camera all’improvviso e ci vide. Noi subito allentammo l’abbraccio spostandoci in fretta come se fossimo colpevoli di qualcosa di grave. Mio padre caccio il mio amico e mi picchiò dicendo che ero un finocchio schifoso…”

Da questa breve vignetta clinica è possibile comprendere il M.S. Conseguentemente a questa condizione psico-sociale l’impatto può essere di vario tipo come la comparsa di sintomatologia manifesta: disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbo di panico, distorsione dell’immagine corporea, isolamento sociale, somatizzazioni, aggressività non modulata, condotte di abuso di droghe/alcool e altri comportamenti a rischio di vario tipo fino al suicidio. A volte la persona non è consapevole che il suo disagio è riconducibile al M.S.

Il paradosso di questa grande problematica sociale è reso evidente da una politica che a volte tende a rafforzare e cristallizzare l’omo-trans-bi-fobia sociale creando un circuito chiuso in cui moltissime persone appartenenti alla comunità LGBTQIA* a volte si perdono, perdendo la possibilità di esprimere il loro potenziale umano.

Come affrontare il Minority Stress?

Ci si può rivolgere ad un professionista della salute mentale che potrà fornire supporto e sostegno psicologico, aiutando la persona a riattivare le risorse interiori per affrontare e superare la problematica.

 


[1] Acronimo LGBTQIA* :Lesbiche – Gay – Bisessuali – Transgender/Transessuale – Queer – Intersessuali – Asessuali

[2] Lingiardi V. (2007), Citizen Gay, Il saggiatore, Milano

[3] Meyer I.H, Northridge, M.E. (2006), Springer, New York

Autore: Luca Dibattista
Data: 06-04-2021
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