La parola "lutto" deriva dal latino luctus e significa pianto. Piangere è il modo attraverso il quale il cervello, mediante le lacrime, scarica le emozioni dolorose per evitare che rimangano nel corpo e si trasformino in tossine pericolose. In qualsiasi forma si presenti il lutto, è un processo fondamentale di pulizia dell'anima e infatti in tutte le culture di qualsiasi tempo l'hanno celebrato con specifici rituali.
Il lutto non è collegato esclusivamente alla perdita di una persona cara ma al concetto di perdita nel senso più generale, infatti il dizionario di Psicologia curato qualche anno fa da Umberto Galimberti lo definisce come "uno stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo, che ha fatto parte integrante dell’esistenza. La perdita può essere di un oggetto esterno, come la morte di una persona, la separazione geografica, l’abbandono di un luogo, oppure interno, come il chiudersi di una prospettiva, la perdita della propria immagine sociale, un fallimento personale e simili".
Quindi il lutto, qualsiasi forma assuma, non è un evento ma un processo e i processi per loro natura sono dinamici. Infatti molti autori hanno analizzato il lutto e le emozioni ad esso correlate in diverse fasi. La psichiatra Elisabeth Kubler-Ross, alla fine degli anni sessanta del XX secolo, nell’opera “La morte e il morire”, ne elenca cinque:
Si tratta di un modello universale che però va poi adattato alle singole situazioni e alle persone, non tutti le vivono allo stesso modo e nei medesimi tempi. Anche se possono esserci atteggiamenti comuni, ogni persona è unica e elabora il lutto nelle sue modalità e nei suoi tempi, seguendo inconsciamente ciò che la sua anima lo spinge a fare e a percepire per superare il trauma.
In tutte le tradizioni del passato il lutto era un periodo sacro e rituale. E’ una delle esperienze fondamentali della vita e il dolore deve essere vissuto a proprio modo, si tratta di un processo “cosmico”: appartiene al ciclo Universale della Morte e della Rinascita. Per il cervello è necessario poter elaborare il lutto per evitare eventuali crisi di forte intensità.
Così ne parla Marie-Louise von Franz: “Una depressione può essere feconda solo se si accolgono nel modo giusto i pensieri neri, se diciamo, parlando al nostro inconscio: “Riconosco di essere niente di niente, ma in che senso?”. Il modo di superare una depressione non è quello di combatterla o evitarla, ma di penetrarla”, (Il femminile nella fiaba, Bollati Boringhieri, Torino,2009).
Come ci ricorda Marie-Louise von Franz la fase caratterizzata dal dolore, dal vuoto e dalla tristezza necessita di essere vissuta, anche con il sostegno di una figura professionale come quella dello psicologo-psicoterapeuta. Lasciando fluire il dolore e tutte le diverse emozioni si può superare questo periodo per ritrovare la pace e la gioia e giungere ad un ulteriore evoluzione personale.